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La torta nuziale: dal pane di farro ai piani di zucchero

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La focaccia della confarreatio romana, la bride cake inglese, la leggenda del campanile di St Bride e la torta di Vittoria: come è nata la torta degli sposi.

Il taglio della torta è uno dei momenti più fotografati di ogni matrimonio. Gli sposi impugnano insieme il coltello, gli invitati applaudono e il dolce viene diviso tra tutti. Dietro questo rituale moderno si nasconde un'antica storia di pani, focacce e torte che, in epoche e paesi diversi, hanno sempre avuto lo stesso compito: rendere visibile, attraverso un cibo condiviso, l'unione di due persone e di due famiglie.

Il pane degli sposi romani

Nella confarreatio, la forma più antica e solenne del matrimonio romano, gli sposi offrivano a Giove una focaccia di farro, il panis farreus, alla presenza del pontefice massimo e del flamine di Giove. Il cereale condiviso univa la coppia sotto la protezione degli dei. Questa forma era riservata soprattutto alle famiglie patrizie e divenne rara già nella tarda Repubblica.

Una tradizione molto raccontata, ma di cui le fonti antiche dicono poco, vuole che a Roma si spezzasse un pane o una focaccia sul capo della sposa come augurio di fecondità, raccogliendone poi le briciole. È probabile che riti simili esistessero in molte comunità, perché il pane e i semi erano ovunque simboli di abbondanza, ma i dettagli vanno presi con prudenza.

La bride cake inglese

Nell'Inghilterra del Seicento e del Settecento si diffusero la bride cake e la bride pie, dolci ricchi di frutta secca, spezie e talvolta carne. Una consuetudine popolare voleva che le ragazze nubili mettessero un pezzetto di torta sotto il cuscino, sperando di sognare il futuro marito. Il dolce era dunque anche un piccolo strumento di divinazione domestica, oltre che un segno di festa.

Secondo una storia molto ripetuta, la forma a piani sovrapposti sarebbe stata ispirata dal campanile della chiesa di St Bride, in Fleet Street a Londra, ricostruita da Christopher Wren dopo il grande incendio del 1666. Un apprendista pasticcere di Ludgate Hill, così si racconta, ne avrebbe imitato la sagoma per la torta delle proprie nozze. È un aneddoto affascinante ma difficile da documentare.

Zucchero, Vittoria e piani

Nell'Ottocento la torta nuziale divenne uno spettacolo. Quella preparata per le nozze della regina Vittoria nel 1840 era enorme e decorata con figure di zucchero, e la glassa bianca e compatta, detta royal icing, venne associata all'eleganza delle nozze reali. Il bianco della glassa, come quello dell'abito, simboleggiava insieme purezza e ricchezza, perché lo zucchero raffinato era ancora un prodotto costoso.

La torta a più piani completamente commestibile si affermò nella seconda metà del secolo, grazie a strutture interne che permettevano di sostenere i livelli superiori. Altrove le tradizioni erano diverse: in Francia si preferiva il croquembouche, una piramide di bignè legati dal caramello, e in molte regioni italiane le nozze si festeggiavano con dolci locali, come i biscotti di mandorla e le paste di pasticceria.

Dal panis farreus al dolce a piani, il cibo nuziale ha sempre avuto un significato che va oltre il gusto. Dividere un pane, un dolce o una torta con gli invitati significa trasformare la festa in un pasto comune, dove ognuno riceve una parte della gioia degli sposi. È, forse, il più semplice e duraturo dei riti nuziali.