Gli occhi dell'amante: miniature segrete dell'Inghilterra georgiana
Il principe di Galles e Maria Fitzherbert, le miniature attribuite a Cosway e la moda dei lover's eye tra amore e lutto: un gioiello d'amore segreto.
Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento, in Inghilterra e poi in altri paesi europei, si diffuse un gioiello tanto raffinato quanto enigmatico: una miniatura dipinta che mostrava soltanto un occhio. Questi oggetti, oggi noti in inglese come lover's eye, l'occhio dell'amante, venivano montati su spille, anelli e pendenti e donati alla persona amata. Senza il resto del volto, il ritratto restava riconoscibile solo per chi lo riceveva.
Una storia d'amore proibita
L'origine della moda viene collegata di solito a una vicenda celebre. Nel 1785 il principe di Galles, il futuro Giorgio IV, si innamorò di Maria Fitzherbert, una vedova cattolica. Il Royal Marriages Act del 1772 richiedeva il consenso del re per le nozze dei membri della famiglia reale, e un matrimonio con una cattolica avrebbe inoltre compromesso la successione al trono. Il principe la sposò comunque in segreto, ma l'unione non fu mai riconosciuta valida.
Secondo un racconto molto diffuso, prima del matrimonio il principe inviò a Maria Fitzherbert una miniatura del proprio occhio, accompagnata da una lettera appassionata, e lei ricambiò con un dono simile. Il miniaturista spesso indicato come autore è Richard Cosway, uno dei più apprezzati ritrattisti della corte. Alcuni dettagli di questa storia sono incerti, ma è certo che il gusto per queste miniature si diffuse negli ambienti aristocratici proprio in quegli anni.
Un ritratto che non rivela
Il fascino di questi gioielli stava nella discrezione. Un occhio isolato, senza nome né iniziali, permetteva di portare con sé l'immagine dell'amato senza rivelarne l'identità. In una società attenta alle convenienze, dove molti amori erano clandestini o non approvati dalle famiglie, la miniatura diventava un segreto condiviso, comprensibile soltanto a chi conosceva lo sguardo ritratto.
Le miniature erano dipinte ad acquerello su sottili lamine d'avorio, la tecnica tipica del ritratto in miniatura dell'epoca, e venivano incorniciate con perle, granati, diamanti o smalti. Talvolta l'occhio era circondato da nuvole o lacrime dipinte, e sul retro poteva trovarsi una ciocca di capelli intrecciati. Ogni elemento della montatura contribuiva al messaggio affettivo del gioiello.
Tra amore e lutto
Non tutti gli occhi dipinti erano pegni d'amore romantico. Molti venivano commissionati per ricordare familiari lontani o defunti, e rientrano nella grande tradizione della gioielleria commemorativa, che in quegli anni comprendeva anelli e spille con ciocche di capelli e iscrizioni. In questi casi le lacrime dipinte accanto all'occhio indicavano il lutto più che la nostalgia.
La moda degli occhi dell'amante durò pochi decenni e declinò nel corso dell'Ottocento, anche con la diffusione di nuove tecniche di ritratto. Gli esemplari giunti fino a noi sono relativamente rari e molto ricercati dai collezionisti. Alcuni musei e collezioni private ne conservano raccolte che permettono di apprezzare la varietà degli sguardi, dei colori e delle montature.
Nati, secondo la tradizione, da un amore proibito alla corte inglese, gli occhi dell'amante sono uno degli esempi più delicati di gioielleria sentimentale. Mostrano come un frammento di volto possa bastare a evocare un'intera persona, e come il segreto, in amore, sia stato a lungo parte integrante del dono, tanto prezioso quanto la pietra o l'oro della montatura.
Amore e MitoUn sito dello Studio Esoterico Cornelio