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Aengus Óg, il dio irlandese della giovinezza e la fanciulla cigno

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Aengus Óg nei racconti irlandesi: figlio del Dagda e di Boann, signore di Brú na Bóinne, il Sogno di Óengus con Caer Ibormeith e la fuga di Diarmuid e Gráinne.

La mitologia irlandese non ha lasciato templi né statue, ma una ricchissima letteratura in prosa e in versi, messa per iscritto da monaci a partire dall'alto Medioevo. In questi racconti compare Óengus, oggi più noto come Aengus Óg, il «giovane». È un membro dei Túatha Dé Danann, l'antica stirpe divina dell'Irlanda, e gli interpreti moderni lo considerano il dio irlandese della giovinezza, della bellezza e dell'amore.

Un figlio nato in un solo giorno

Secondo il racconto noto come Tochmarc Étaíne, il Corteggiamento di Étaín, Aengus era figlio del Dagda, il «dio buono», e di Boann, la dea che dà nome al fiume Boyne. Per nascondere la loro unione, il Dagda fece restare fermo il sole per nove mesi, così che il bambino fu concepito e nacque nello stesso giorno. Il soprannome Mac Óc, «giovane figlio», sarebbe nato proprio da questa storia.

Il suo luogo è Brú na Bóinne, l'ansa del fiume Boyne dove sorgono le grandi tombe a corridoio di Newgrange, Knowth e Dowth, costruite intorno al 3200 a.C., molto prima della comparsa dei racconti. Il mito spiega in vari modi come Aengus ne divenne padrone: in una versione chiede di abitarvi un giorno e una notte, poi sostiene che quelle parole indicano ogni tempo, e ottiene così la dimora per sempre.

Il sogno di Óengus

Il racconto più bello che lo riguarda è l'Aislinge Óenguso, il Sogno di Óengus, giunto in un manoscritto tardo ma ritenuto di composizione medievale. Una notte il dio vede in sogno una fanciulla bellissima, che scompare quando lui tenta di prenderle la mano. La visione ritorna per un anno intero, e Aengus si ammala d'amore, al punto che nessun medico riesce a capire il suo male.

Dopo lunghe ricerche, i suoi familiari scoprono che la fanciulla si chiama Caer Ibormeith ed è figlia di Ethal Anbúail, signore di una dimora dell'Altro Mondo nel Connacht. Un anno vive in forma umana e l'anno seguente in forma di cigno, e alla festa di Samhain si trova con altre fanciulle cigno presso un lago. Aengus la raggiunge, diventa anch'egli cigno e vola con lei a Brú na Bóinne, cantando una musica che addormenta per tre giorni e tre notti chiunque la ascolti.

Protettore degli amanti in fuga

Aengus compare anche nella Caccia di Diarmuid e Gráinne, racconto del ciclo feniano in cui la giovane Gráinne, promessa all'anziano condottiero Fionn mac Cumhaill, fugge con il guerriero Diarmuid. Aengus, che di Diarmuid è padre adottivo, protegge più volte la coppia, salvandola dagli inseguitori. Quando Diarmuid muore, ferito da un cinghiale, il dio ne porta il corpo a Brú na Bóinne, promettendo di infondergli un soffio di vita per poter parlare con lui ogni giorno.

Proprio la sua presenza in questi racconti di passione, fuga e metamorfosi ha fatto di Aengus, agli occhi dei lettori moderni, la figura irlandese più vicina a un dio dell'amore. I poeti del revival celtico tra Ottocento e Novecento, a cominciare da William Butler Yeats, ne hanno ripreso il nome, e la valle del Boyne, con i suoi monumenti preistorici, conserva ancora la memoria del dio che vi abitava.