Qixi, la festa cinese degli innamorati e il ponte delle gazze
Il Bovaro e la Tessitrice, le stelle Altair e Vega, il ponte di gazze sulla Via Lattea e il Tanabata giapponese: storia della festa del settimo giorno.
Molto prima che il 14 febbraio diventasse una festa globale, la Cina celebrava già una notte dedicata agli innamorati. Si chiama Qixi, «la sera del sette», e cade il settimo giorno del settimo mese del calendario lunare, di solito in agosto. Al suo centro c'è una delle leggende più amate dell'Asia orientale: quella del Bovaro e della Tessitrice, due amanti separati dal cielo che possono incontrarsi una sola volta all'anno.
Due stelle ai lati del Fiume d'argento
Il mito nasce dall'osservazione del cielo estivo. La Tessitrice, Zhinü, corrisponde alla stella Vega, nella costellazione della Lira; il Bovaro, Niulang, ad Altair, nell'Aquila. Tra le due scorre la Via Lattea, che i cinesi chiamavano Fiume d'argento. Già lo Shijing, il Libro delle Odi, raccolta di poesie di età Zhou, menziona la Tessitrice e il Bovaro come figure celesti, anche se senza la storia d'amore completa.
La vicenda appare chiaramente in età Han. Una delle celebri Diciannove poesie antiche descrive la Tessitrice che piange e non riesce a terminare la sua tela, separata dall'amato da un fiume chiaro e poco profondo. Nei secoli successivi il racconto si arricchì di particolari e varianti, fino a diventare una leggenda popolare conosciuta in ogni regione della Cina.
La leggenda del Bovaro e della Tessitrice
Secondo la versione più diffusa, la Tessitrice era una figlia celeste che tesseva le nuvole e i colori del cielo. Scesa sulla terra, incontrò un povero bovaro, lo sposò ed ebbe con lui due figli. Quando gli dei scoprirono l'unione, la riportarono in cielo; il Bovaro tentò di seguirla, ma la Regina Madre dell'Occidente tracciò con una forcina il fiume celeste che li separò per sempre.
Commossi dal dolore degli amanti, gli uccelli intervennero. Il mito racconta che ogni anno, nella settima notte del settimo mese, stormi di gazze si dispongono ad ali spiegate formando un ponte sulla Via Lattea, perché i due sposi possano incontrarsi. Una credenza popolare diceva che la pioggia di quella notte fossero le lacrime della coppia, felice di ritrovarsi o triste di doversi lasciare.
Riti di abilità e diffusione in Asia
Anticamente Qixi era soprattutto una festa delle ragazze, chiamata anche Qiqiao, «implorare l'abilità». Le giovani rendevano omaggio alla Tessitrice chiedendole destrezza nel cucito e nel ricamo, qualità considerate importanti per il matrimonio. Tra i passatempi tradizionali c'erano gare di infilatura dell'ago alla luce della luna e offerte di frutta e dolci disposte all'aperto.
La festa si è diffusa in tutta l'Asia orientale. In Giappone è diventata Tanabata, celebrata il 7 luglio o in agosto secondo le regioni, con le strisce di carta colorata su cui si scrivono desideri da appendere ai bambù; quella di Sendai è tra le più famose. In Corea si chiama Chilseok, e la coppia prende i nomi di Gyeonu e Jiknyeo. Nella Cina contemporanea Qixi è tornata a essere soprattutto la festa degli innamorati.
Guardare il cielo d'estate e riconoscere Vega e Altair ai due lati della Via Lattea significa ritrovare la scena di questa leggenda millenaria. Poche tradizioni d'amore hanno un legame così diretto con l'astronomia: un mito che si può ancora indicare con un dito, ogni notte serena di agosto, dalle città come dalle campagne.
Amore e MitoUn sito dello Studio Esoterico Cornelio