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Khosrow e Shirin, il re, la principessa e lo scultore Farhad

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

Dal re sasanide Khosrow II al poema di Nizami: la storia d'amore tra Khosrow e Shirin, il sacrificio di Farhad sul monte Bisotun e la fortuna della leggenda.

Tra i grandi poemi d'amore della letteratura persiana, Khosrow e Shirin ha un tratto particolare: il suo protagonista maschile è un sovrano realmente esistito. La storia unisce la memoria dell'ultimo grande re della dinastia sasanide a una principessa ostinata e a un rivale indimenticabile, l'artigiano Farhad, e ha generato nei secoli una vasta famiglia di riscritture.

Un re della storia

Khosrow II, detto Parviz, il vittorioso, regnò sulla Persia sasanide dal 590 al 628, con una breve interruzione all'inizio. Combatté a lungo contro l'impero bizantino e giunse a conquistare Gerusalemme e l'Egitto, prima di essere sconfitto dall'imperatore Eraclio. Nel 628 fu deposto e ucciso per ordine del figlio Kavad II, chiamato anche Shiruyeh.

Fonti siriache e bizantine ricordano tra le sue mogli una donna cristiana di nome Shirin, molto influente a corte. Su questo nucleo storico si sviluppò una leggenda già nota a Ferdowsi, che nel suo Libro dei Re, completato intorno al 1010, ne racconta una versione. Ma fu un altro poeta a farne un capolavoro.

Il poema di Nizami

Intorno al 1180 Nizami di Ganja, lo stesso autore di Layla e Majnun, compose il poema Khosrow e Shirin. Nella sua versione Shirin è una principessa armena, nipote di una regina. Il pittore Shapur, amico di Khosrow, le mostra un ritratto del principe e lei se ne innamora. In una delle scene più famose, Khosrow la sorprende mentre si bagna in una fonte, senza sapere chi sia.

Il loro amore attraversa molti ostacoli. Khosrow perde e riconquista il trono, sposa per ragioni politiche altre donne, tra cui, secondo la tradizione, una figlia dell'imperatore bizantino, e si comporta spesso con leggerezza. Shirin, invece, rifiuta di concedersi a lui senza un matrimonio legittimo e pretende che il re si mostri degno del suo amore.

Farhad e la montagna

Nel frattempo si innamora di Shirin anche Farhad, un abilissimo scultore e ingegnere. Per lei accetta un compito impossibile: scavare un passaggio nella roccia del monte Bisotun, così da portare il latte delle greggi fino al palazzo della principessa. Khosrow, geloso, gli fa giungere la falsa notizia della morte di Shirin, e Farhad si getta dalla montagna.

Il monte Bisotun esiste davvero, nell'Iran occidentale, e conserva rilievi e iscrizioni dell'epoca di Dario I, molto più antichi dei Sasanidi. La tradizione popolare attribuì però a Farhad molte opere scolpite nella regione, comprese quelle vicine di Taq-e Bostan, dove compare proprio un re sasanide a cavallo. I lettori vi videro il contrasto tra la fatica dell'amante povero e il potere del re.

La fedeltà fino alla tomba

Alla fine Khosrow e Shirin si sposano, e il re, sotto l'influenza della moglie, diventa un sovrano più giusto. Ma il figlio Shiruyeh lo fa uccidere e vuole Shirin per sé. Lei finge di accettare, chiede di visitare la tomba del marito e lì si uccide accanto a lui. La storia ispirò poi Amir Khusraw di Delhi e, nel 1484, il poeta Alisher Navoi.

In molte riletture successive Farhad divenne il vero eroe, simbolo dell'amore puro e del lavoro paziente, mentre Khosrow rappresentava il potere. Il poema di Nizami tiene insieme entrambe le figure attorno a Shirin, una delle eroine più forti e consapevoli della letteratura medievale. Shirin, infatti, non è soltanto amata: è lei a guidare la storia, a porre condizioni e a decidere, fino all'ultimo gesto, il proprio destino.