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Il bovaro e la tessitrice, gli amanti separati dalla Via Lattea

Studio Esoterico Cornelio · 3 min di lettura

La leggenda cinese di Niulang e Zhinü, le stelle Altair e Vega divise dal Fiume d'argento, il ponte di gazze e la festa del Qixi, nota in Giappone e Corea.

Nelle notti d'estate due stelle brillanti si fronteggiano ai lati della Via Lattea: Vega, nella costellazione della Lira, e Altair, in quella dell'Aquila. In Cina sono state viste per secoli come due amanti, la tessitrice celeste e il giovane bovaro, condannati a vivere separati da un fiume di luce. La loro leggenda è una delle più amate dell'Asia orientale.

Le stelle nei testi antichi

Le due figure compaiono già nel Classico delle odi, la più antica raccolta di poesia cinese, in un componimento in cui la Tessitrice e il Bovaro celesti sono nominati come stelle che non tessono e non tirano alcun carro. Più tardi, tra le Diciannove poesie antiche dell'epoca Han, una lirica descrive la tessitrice che piange al telaio, separata dall'amato da un fiume limpido e poco profondo.

La storia si arricchì nel corso dei secoli e conobbe molte varianti locali. Nella forma più diffusa, Zhinü è una figlia o nipote del sovrano celeste e tesse le nuvole e i colori del cielo. Niulang è invece un povero bovaro della terra, orfano e maltrattato dal fratello maggiore, che possiede soltanto un vecchio bue.

Le nozze e la separazione

Il bue, che in molte versioni è una creatura celeste caduta in disgrazia, consiglia al giovane di nascondere le vesti della tessitrice mentre lei si bagna in un lago con le sorelle. Senza le vesti, Zhinü non può tornare in cielo, e i due si sposano. Vivono felici e hanno due figli, mentre il telaio celeste resta abbandonato.

Quando la notizia giunge in cielo, la tessitrice viene riportata a forza tra gli dèi. Niulang, avvolto nella pelle del bue morto, la insegue con i figli. Allora la Regina Madre dell'Occidente traccia con la forcina dei capelli un fiume nel cielo, il Fiume d'argento, cioè la Via Lattea, che separa per sempre i due sposi.

Il ponte di gazze

Commossi dal loro dolore, gli dèi concessero agli amanti di incontrarsi una volta all'anno, la settima notte del settimo mese lunare. In quella notte, racconta la leggenda, stormi di gazze si radunano e formano con le ali un ponte sopra il fiume celeste, su cui il bovaro e la tessitrice si ritrovano. Se piove, si dice che siano le loro lacrime.

Da qui nasce la festa del Qixi, la notte dei sette. Nella Cina tradizionale era soprattutto una ricorrenza femminile: le ragazze esponevano offerte e chiedevano alla tessitrice di donar loro abilità nel cucito e nel ricamo. Oggi viene spesso chiamata il San Valentino cinese, ed è diventata una festa degli innamorati.

In Giappone e in Corea

La leggenda si diffuse presto nei paesi vicini. In Giappone la festa prese il nome di Tanabata, e si usa scrivere desideri su strisce di carta colorata da appendere a rami di bambù. In Corea è conosciuta come Chilseok, e anche lì si racconta del ponte formato dagli uccelli. Ancora oggi in molte città giapponesi, come Sendai, la festa si celebra con grandi decorazioni di carta appese lungo le strade.

La storia del bovaro e della tessitrice unisce astronomia, lavoro quotidiano e sentimento. Ogni estate, alzando gli occhi al cielo, chiunque può vedere le due stelle ai lati della scia luminosa, e ricordare un amore che la distanza non ha spento ma ha reso, se possibile, ancora più fedele. È anche un esempio di come il cielo notturno sia stato letto, in ogni civiltà, come un grande libro di storie.