Il Romanticismo e l'amore assoluto: passione, notte e morte
L'amore nel Romanticismo europeo: Novalis e la notte, Hölderlin e Diotima, Foscolo e Leopardi, Keats, Emily Brontë e la cristallizzazione di Stendhal.
Tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento la letteratura europea attribuì all'amore un valore mai conosciuto prima. Per i romantici la passione non era un capitolo della vita sociale, ma un'esperienza assoluta, capace di rivelare l'infinito e di mettere l'individuo in contrasto con il mondo. Spesso questa esaltazione si legava all'idea della morte, intesa più come compimento che come fine.
I romantici tedeschi
In Germania Friedrich von Hardenberg, noto come Novalis, si fidanzò con la giovanissima Sophie von Kühn, che morì nel 1797, a quindici anni. Dal lutto nacquero gli Inni alla notte, pubblicati nel 1800, in cui la notte e la morte diventano il luogo di un'unione spirituale con l'amata e con il divino. L'amore umano si trasforma così in un'esperienza mistica, quasi religiosa.
Friedrich Hölderlin cantò invece Susette Gontard, moglie del banchiere presso cui lavorava come precettore a Francoforte, chiamandola con il nome platonico di Diotima. Nel romanzo epistolare Iperione, pubblicato tra il 1797 e il 1799, Diotima è la donna che incarna la bellezza e l'armonia della Grecia ideale. Il richiamo al Simposio mostra quanto i romantici rileggessero gli antichi alla luce del proprio sentimento.
Italia, tra Foscolo e Leopardi
Ugo Foscolo pubblicò nel 1802 le Ultime lettere di Jacopo Ortis, romanzo epistolare in cui l'amore impossibile per Teresa, promessa a un altro uomo, si intreccia alla disperazione politica dopo il trattato di Campoformio, con cui Venezia fu ceduta all'Austria. L'eroe si toglie la vita, come Werther, ma la sua tragedia è anche quella di una patria perduta.
Giacomo Leopardi dedicò all'amore alcuni dei suoi canti più intensi nei primi anni Trenta dell'Ottocento, quando si innamorò senza essere ricambiato della fiorentina Fanny Targioni Tozzetti. Nascono così Il pensiero dominante, Amore e Morte e Aspasia, in cui il poeta riconosce la potenza dell'amore e insieme la sua natura di illusione. In Amore e Morte i due sentimenti sono presentati come fratelli, generati insieme dalla sorte.
Inghilterra e Francia: la passione e la sua teoria
In Inghilterra John Keats scrisse lettere appassionate a Fanny Brawne, con cui si fidanzò poco prima della malattia che lo uccise a Roma nel 1821, a venticinque anni. Percy Bysshe Shelley, nel poemetto Epipsychidion, celebrò l'amore come fusione di anime. Più tardi, nel 1847, Emily Brontë pubblicò Cime tempestose, romanzo in cui la passione tra Catherine e Heathcliff sfida le convenzioni sociali e persino la morte.
In Francia Stendhal tentò di analizzare il sentimento con metodo nel saggio Dell'amore, del 1822. Celebre è la sua teoria della cristallizzazione: come un ramo secco gettato in una miniera di sale presso Salisburgo si ricopre di cristalli scintillanti, così l'innamorato riveste la persona amata di perfezioni immaginarie. È un tentativo di spiegare razionalmente ciò che i poeti romantici esaltavano come mistero.
Il Romanticismo ha lasciato in eredità l'idea, ancora diffusa, che l'amore vero sia unico, totale e in conflitto con le convenzioni. Dietro questa idea si riconoscono molte voci più antiche: la follia d'amore di Saffo e Catullo, la donna irraggiungibile dei trovatori, la passione fatale di Tristano, l'amore che nobilita di Dante. I romantici le fusero in un'unica, potente mitologia moderna.
Amore e MitoUn sito dello Studio Esoterico Cornelio