Shakespeare e l'amore: da Romeo e Giulietta ai Sonetti
L'amore in Shakespeare: le fonti italiane di Romeo e Giulietta, il sonetto degli amanti, la scena del balcone, i Sonetti del 1609 e le grandi commedie.
William Shakespeare ha messo in scena l'amore in quasi tutte le sue forme: l'innamoramento improvviso, il corteggiamento come gioco d'intelligenza, la gelosia distruttiva, la passione matura che sfida il potere. Nessuna sua opera, però, è diventata un archetipo quanto Romeo e Giulietta, la tragedia composta intorno al 1595 che racconta l'amore di due giovani di Verona appartenenti a famiglie nemiche.
Una storia italiana
La vicenda non è un'invenzione di Shakespeare. Nel 1476 Masuccio Salernitano aveva narrato nel Novellino una storia senese di due amanti sfortunati, Mariotto e Giannozza. Intorno al 1530 Luigi da Porto la trasferì a Verona e diede ai protagonisti i nomi di Romeo e Giulietta, legandoli alle famiglie dei Montecchi e dei Cappelletti, già ricordate da Dante nel Purgatorio come esempio di discordia civile.
Matteo Bandello riprese la storia nelle sue Novelle, pubblicate nel 1554; da lì passò in francese e poi in inglese, nel poema di Arthur Brooke del 1562, che fu la fonte diretta di Shakespeare. Il drammaturgo accelerò drasticamente i tempi, concentrando l'azione in pochi giorni, e trasformò una novella morale sui pericoli della passione in una tragedia della giovinezza e del caso.
La lingua degli amanti
Il primo dialogo tra Romeo e Giulietta, durante la festa in casa Capuleti, è scritto in forma di sonetto, diviso tra le due voci e concluso da un bacio: un omaggio esplicito alla tradizione petrarchesca, allora di gran moda in Inghilterra. Poco prima Romeo si struggeva per Rosalina con le antitesi di maniera dei petrarchisti; l'incontro con Giulietta gli insegna un linguaggio più diretto e vero.
La celebre scena del balcone gioca sul tema del nome. Giulietta riflette che il nome di Montecchi non fa parte della persona, e che le cose resterebbero ciò che sono anche se si chiamassero diversamente. L'amore si oppone così all'identità sociale e familiare, al peso delle parole che dividono, ed è proprio questa opposizione a condurre gli amanti alla rovina.
I Sonetti e le commedie
Nel 1609 fu pubblicata una raccolta di 154 sonetti di Shakespeare, dedicata a un misterioso Mr. W.H. la cui identità è ancora discussa. La maggior parte dei componimenti è rivolta a un giovane di straordinaria bellezza, mentre un gruppo successivo riguarda una donna bruna, la cosiddetta Dark Lady, amata con un desiderio inquieto. Sono testi sul tempo, sulla bellezza che sfiorisce e sul potere della poesia di renderla eterna.
Le commedie offrono un altro volto dell'amore. Nel Sogno di una notte di mezza estate le coppie di innamorati si scambiano e si confondono per effetto di un incantesimo in un bosco presso Atene. In Come vi piace Rosalinda, travestita da uomo, educa il proprio innamorato all'amore. Antonio e Cleopatra, infine, mette in scena una passione adulta che sacrifica un impero.
Shakespeare ha raccolto l'eredità della novella italiana e della lirica petrarchesca e l'ha consegnata al teatro moderno. Le sue coppie, felici o tragiche, hanno ispirato innumerevoli adattamenti musicali, pittorici e cinematografici. A Verona, città che il drammaturgo conobbe, per quanto sappiamo, soltanto attraverso le sue fonti, una casa medievale identificata come casa di Giulietta attira ogni anno numerosi visitatori.
Amore e MitoUn sito dello Studio Esoterico Cornelio